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Maxi-schermi: piazza san Pietro come lo stadio

maxischermo a san pietro

Da La Stampa del 17 marzo, pagina 1

di Giacomo Galeazzi

Città del Vaticano

Maxi-schermi: piazza san Pietro come lo stadio

Il Grande Fratello a San Pietro per effetto di quattro maxischermi sul colonnato del Bernini. Da tempo nella piazza più famosa del mondo, in occasione dell’Angelus della domenica e dele udienze del mercoledì, vengono installati grandi pannelli luminosi che trasmettono immagini per i fedeli raccolti nel luogo-simbolo della cattolicità.

Da alcune settimane, però le postazioni hi-tech vengono mantenute fissi anche nel resto della settimana. «Prima i totem luminosi venivano messi in piazza per rendere visibili a tutti i pellegrini le uscite pubbliche del Papa e poi rimossi- protestano i Radicali-.

Da un mese e mezzo, invece, vengono lasciati lì ventiquatt’ore al giorno». Cioè, dopo le cerimonie, le funzioni religiose, le udienze. «E’ uno scempio assurdo che deturpa la piazza- protesta Giorgio Muratore, storico dell’architettura dell’università “La Sapienza” di Roma-.Siamo davanti ad uno spettacolo osceno, un’intrusione di smaccata modernità in un capolavoro senza tempo. Adesso San Pietro sembra un ippodromo, uno stadio da baseball». Dal Vaticano fanno sapere che per il momento non è stata presa una decisione definitiva sul mantenimento o la rimozione dei maxischermi dalla piazza che può contenere 50mila persone ed è l’emblema della Santa Sede.

I Radicali, supportati da un dossier raccolto dall’associazione Italia Nostra, stanno preparando un’interrogazione al ministro dei beni culturali, Sandro Bondi richiamando anche la violazione del Trattato lateranense del 1929 che per gli immobili richiama il Vaticano, nell’articolo 16, alle «nobili tradizioni artistiche che vanta la Chiesa Cattolica» e, nell’articolo 18, specifica che «i tesori d’arte e di scienza esistenti nella Città del Vaticano e nel Palazzo Lateranense rimarranno visibili agli studiosi ed ai visitatori, pur essendo riservata alla Santa Sede piena libertà di regolare l’accesso del pubblico».

I quattro maxischermi installati in piazza, invece, compromettono la completa fruizione del Colonnato e ne compromettono il meraviglioso colpo d’occhio.

«Questa gerarchia vaticana sembra aver perso le "nobili tradizioni artistiche della Chiesa cattolica”- lamenta Mario Staderini, della Direzione nazionale di Radicali Italiani- Giulio II o Alessandro VII si rivolterebbero nella tomba.

In una situazione analoga Antonio Cederna affermò che "per il paesaggio urbano non può valere l’assoluta sovranità della Chiesa sui beni culturali all’interno del Vaticano"».

E aggiunge: «Non è solo questione di gusto, ma anche di rispetto del Trattato lateranense, il Vaticano è infatti obbligato, ai sensi dell'articolo 18 del Trattato, a rendere fruibili tesori d'arte come il colonnato del Bernini, senza nasconderlo con megaschermi da stadio». Ma non è la prima volta. «Pochi mesi fa, c’è stata un inaudita sopraelevazione sul palazzo del Vicariato, a pochi metri dal Pantheon- spiega Staderini-.Allora rifiutarono l’accesso ai vigili urbani per le verifiche urbanistiche ed il ministro Bondi ancora non risponde all'interrogazione fatta dal deputato Radicale Maurizio Turco. I privilegi dei Patti Lateranensi hanno dei limiti: e se decidessero di costruire un grattacielo accanto al Pantheon o in piazza San Pietro? Mi aspetto che l’ambasciatore vaticano in Italia chiarisca, e che il Governo dica almeno una parola».

Non esiste al mondo un complesso di edifici che uguagli il Vaticano per interesse ed importanza storica e artistica. «Abbiamo una sorpresa orrenda- lamenta Andrea Costa del direttivo di Italia Nostra di Roma-.In questo modo il senso estetico viene calpestato dalla Chiesa che è stata maestra di stile da secoli per l’arte. Adesso, invece, dà il cattivo esempio con la trasformazione di una piazza-gioiello in un arengo. I quattro in maxischermi in “surround” incidono sui significati architettonici e simbolici. San Pietro diventa uno spazio per eventi, che tradisce la sua vocazione primigenia e sacra di contemplazione». Ora «lo sguardo viene convogliato su strutture tecniche, la dimensione mediatica entra nel luogo sacro per eccellenza e lo snatura», evidenzia Costa.

«Il governo deve chiarire l’ambito di applicazione degli articoli 16 e 18 del Trattato Lateranense, non è pensabile che il Vaticano possa fare di tutto- aggiunge Staderini-.Il riconoscimento della sovranità dello Stato Città del Vaticano è condizionato al rispetto del patrimonio storico ed artistico che lo Stato italiano gli ha affidato. A dire il vero non mi sorprendo: posizioni integraliste portano sovente ad ignorare l’arte, la storia. Non dimentico che i Talebani in Afganistan presero a cannonate gli antichi Buddha scolpiti nella roccia nella valle di Bamiyan».