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Proposta nel Connecticut una legge per togliere ai vescovi e ai parroci la gestione amministrativa della chiesa cattolica

L’arcivescovo di Hartford reagisce violentemente contro questa proposta, chiamandola “una forzatura intesa a riorganizzare la struttura legale , finanziaria e amministrativa delle nostre parrocchie.”

La proposta di legge e’ appoggiata dal Dr. Paul Lakeland, Presidente della Facolta’ degli Studi sul Cattolicesimo all’Universita’ di Fairfield, un ex prete gesuita ed autore di molti libri tra cui “The liberation of the Laity: in the search of an Accountable Church” (La liberazione della laicita’: alla ricerca di una Chiesa responsabile).”

La premessa per questa proposta di legge, spiega il Dr. Lakeland “ e’ cresciuta per dare risposta agli scandali seguiti agli abusi sessuali da parte del clero. Una delle cose che immediatamente divennero chiare, sia ai membri progressisti che a quelli conservatori, fu il fatto che i vescovi non avessero svolto bene la loro azione tesa a farvi fronte nel miglior modo possibile.”

"Se questa proposta di legge venisse approvata”, ha avvertito venerdi scorso il vescovo Lori, “il vostro vescovo virtualmente non avrebbe piu’ collegamenti con le 87 parrocchie… che andranno avanti per conto loro e potrebbero , se lo volessero, anche distaccarsi dalla Chiesa Cattolica, come accadde ad esempio con la Chiesa Episcopale. Ed i parroci sarebbero soltanto delle figure senza alcun potere, semplici dipendenti di un consiglio di amministrazione.”

La proposta di legge, la S.B. 1098, mira a riorganizzare la struttura interna della Chiesa, togliendo al vescovo la posizione di capo del consiglio delle parrocchie della sua diocesi, con la conseguenza che ogni parroco delle diocesi dovra’ comunicare i dati finanziari , invece che ai vescovi, ad un consiglio composto da membri laici. Il vescovo verrebbe relegato nella condizione di membro del consiglio di amministrazione senza diritto di voto.

Se la legge dovesse passare nel Connecticut la pressione per farla adottare anche in altri stati dell’unione sarebbe veramente enorme.

Alle aspre critiche da una parte del mondo cattolico e dei vescovi nei confronti di questa proposta di legge, il Dr. Lakeland risponde dicendo che “ la legge permette di liberare il vescovo ed ogni parroco dallo stress collegato a doveri di natura amministrativa e manageriale.. e se fossi un vescovo l’accoglierei positivamente!”

Alla base del problema, ha spiegato e che “i vescovi non vedono o non capiscono, che persone adulte e laiche, attive ed impegnate , forniscono la maggior parte delle risorse finanziarie della chiesa e non hanno adesso alcuna influenza su come il denaro viene speso.”

Il Dr. Lakeland condivide il giudizio della organizzazione cattolica “Voice of the Faithful”(La Voce dei fedeli), una organizzazione sorta in seguito agli abusi sessuali perpetrati dal clero, e cioe’ che la Chiesa avrebbe evitato molte delle conseguenze finanziarie seguite a questi episodi se i fedeli laici avessero potuto amministrare i beni delle varie parrocchie appartenenti alla loro chiesa.

La legge e’ necessaria, conclude il Dr. Lakeland perche’ "non c’e’ alcuna possibilta’ che la chiesa possa essere in grado di riformarsi al suo interno senza ricevere alcuna pressione dall’esterno. Non c’e’ alcuna remota possibilita’ che essa possa autoriformarsi.”

Ovviamente la proposta di legge ha sollevato reazioni molto aspre da parte del mondo politico piu’ conservatore facente capo al partito repubblicano. E’ di oggi la notizia che l’inizio del dibattito all’interno del Congresso dello Stato del Connecticut e’ stato spostato a data ancora da stabilire.

Fonte:
http://www.catholicnewsagency.com/new.php?n=15325

Commenti

8 per mille del contribuente italiano

visto che il contribuente italiano nella maggioranza dei casi non sceglie di far versare il suo l'8 per mille alla chiesa cattolica perche' allora mi chiedo la Corte dei Conti non deve essere messa nelle condizioni di controllare come viene speso dal Vaticano il suo denaro? Perche' non considerare l'ammontare del denaro dato alla Chiesa come un qualsiasi capitolo di spesa del bilancio e quindi sottoposto ai controlli della Corte dei Conti?