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Ultima fermata

Pensavo che ci fosse un limite alla malvagità di coloro che si credono investiti della missione di indicare la retta via all’uomo comune il cui unico anelito è quello di poter condurre una vita da libero senza essere schiacciato dal peso insostenibile di norme scritte o morali imposte,il più delle volte,con la forza cogente delle leggi.

Pensavo che l’arroganza del pensiero dominante non potesse mai mutarsi in determinazione belluina e luciferina a perseguire il male del nostro prossimo.

Pensavo che il vilipendio nei confronti di un essere umano fosse il retaggio doloroso di genti lontane prigioniere di un passato che si ostina a non passare e che alcuni si incaricano di mummificare con l’illusione di serbarlo per l’eternità.

Pensavo che,invece,noi che abbiamo la fortuna di vivere in un paese che proclama ad alta voce la propria fede negli ideali della democrazia non avremmo mai subito l’oltraggio di vedere sequestrata la nostra volontà,la nostra umanità calpestata ed il tesoro inestimabile delle nostre coscienze trafugato da predoni senza scrupoli e senz’altra brama che non sia quella del dominio assoluto.

Pensavo che tutto questo fosse solo un incubo partorito dalla mente folle di qualche ciarlatano che giocasse a fare il demiurgo sulla pelle altrui con i propri ubbidienti servitori e plaudenti sicofanti.

Ora ho solo qualche certezza in meno…