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Ex arcivescovo parla della chiesa cattolica e dell’omosessualita’

Arcivescovo Rembert G. Weakland

Una mattina di maggio del 2002, nel periodo in cui era scoppiato lo scandalo degli abusi sessuali da parte dei preti cattolici, nel corso del programma della stazione televisiva ABC “Good Morning, America”, l’Arcivescovo Rembert G. Weakland ascolta impietrito l’accusa che gli rivolge l’ex compagno di una relazione sentimentale durata vent’anni: il giovane affermava che l’arcidiocesi di Milwaukee gli aveva versato anni prima $450.000 per comprare il suo silenzio subito dopo essere stato vittima di violenza sessuale da parte dell’arcivescovo.

Il giorno seguente il Vaticano accetta la richiesta di pensionamento dell’arcivescovo.

In un articolo di Laurie Goodstein pubblicato lo scorso 14 maggio sul New York Times si ricorda questo episodio della vita dell’arcivescovo , nel passato una delle voci piu’ autorevoli per il rinnovamento della chiesa cattolica, che riprendera’ a farsi sentire in una prossima intervista ed un libro di memorie che verranno rilasciate il mese prossimo. Gli argomenti trattati verteranno principalmente sulle politiche del Vaticano in tema di abusi sessuali da parte del clero e di come queste tendano a tutelare principalmente i diritti dei preti che commettono gli abusi, piuttosto che di quelli degli abusati, e del perche’ gli insegnamenti della chiesa sull’omosessualita’ sono sbagliati.

“Se affermiamo che il nostro Dio e’ amore,” dice, “ come possono tutte le religioni del mondo e anche il cattolicesimo dire a quei 400 milioni di persone viventi nel pianeta che sono gay che devono passare la loro intera vita senza alcuna espressione fisica e genitale di quell’amore stesso?”

L’Arcivescovo afferma di essere stato consapevole del suo orientamento sessuale fin da bambino e che lo aveva represso fino a quando viene nominato vescovo: in seguito ha avuto relazioni con diversi uomini perche’ “non poteva sopportare la sua solitudine. “

Nella sua autobiografia di imminente pubblicazione , “A Pilgrim in a Pilgrim Church” l’Arcivescovo Weakland, ora 82enne, parla della sua gioventu’ in Pennsylvania, della sua elezione a leader mondiale dell’Ordine dei Benedettini e di quando viene nominato Arcivescovo di Milwaukee da Papa Paolo VI, una carica che dovette per i motivi suddetti lasciare dopo 25 anni.

“E’ stato uno dei piu’ bravi leader della chiesa post- Concilio Vaticano II in America,” ha detto il Rev. Jim Martin, un prete gesuita ed editore di una rivista cattolica e “sicuramente un prediletto della sinistra, una cosa che tristemente ha fornito ancora piu’ munizioni ai suoi critici.”

In una recente intervista l’Arcivescovo ha affermato che la chiesa si era aperta al cambiamento negli anni ’60 e 70’ dopo il Concilio Vaticano II ma divenne sempre piu’ centralizzata e dottrinariamente rigida sotto Papa Giovanni Paolo II.

L’Arcivescovo Weakland era tra coloro che apertamente criticavano l’accesso al sacerdozio ai soli uomini e l’imposizione del celibato . Per due anni capeggio’ i vescovi americani per giungere alla formulazione di una lettera pastorale riguardo la giustizia economica, presenziando apposite riunioni in tutti gli Stati Uniti.

Quando i vescovi tentarono in seguito di pubblicare una lettera pastorale sul ruolo delle donne furono fermati dal Vaticano, che non voleva dare alle conferenze dei vescovi l’autorita’ di emettere importanti documenti su quanto doveva essere insegnato dalla chiesa.

Come erano andate davvero le cose con il suo ex compagno, il sig. Marcoux, colui che lo aveva accusato di averlo violentato? L’Arcivescovo spiega che per sua decisione lui e Marcoux si erano separati dopo 20 anni di relazione. Purtroppo, anche nei normali casi di separazione fra coppie , non tutto si svolge in maniera pacifica. Il giovane Marcoux era arrabbiato perche’ a suo dire il vescovo aveva fatto fallire le sue iniziative economiche e decise di ricattarlo chiedendogli di pagare la somma di $450.000, altrimenti lo avrebbe denunciato per violenza sessuale , visto che era in possesso di lettere compromettenti.

L’Arcivescovo avrebbe voluto opporsi al pagamento ma un suo amico molto importante a Roma lo avverti’ che la gerarchia ecclesiastica preferiva mettere a tacere la cosa, seguendo il cosiddetto “sistema alla romana”. Egli stesso aggiunge francamente che avrebbe voluto evitare di essere considerato un gay, perche’ “Roma e’ un piccolo villaggio”.

Quando infine la storia venne fuori durante quell’intervista di Marcoux alla ABC, l’arcivescovo telefono’ al nunzio apostolico a Washington - l’arcivescovo Gabriel Montalvo (deceduto nel 2006) – che gli disse: “Naturalmente dovrai negare quanto affermato dal giovane.” Lui rispose che poteva negare di aver commesso la violenza sessuale ma non poteva negare che niente fosse accaduto tra lui e il suo ex compagno.

Nota:
L’articolo di Laurie Goldstein contiene anche altre informazioni connesse con le vertenze in corso per gli abusi sessuali dei preti negli USA e le accuse rivolte alla diocesi dell’ex arcivescovo di aver coperto molti degli scandali accaduti.

http://www.nytimes.com/2009/05/15/us/15weakland.html?scp=1&sq=Years%20af...